Per degustare un vino servono tre cose essenziali e siamo sicuri che le hai tutte:  naso, papille degustative e cervello. Il resto non conta. In fin dei conti lo fai sempre con qualsiasi altro cibo o bevanda.

Ora che sai di avere tutto il necessario per procedere, ti daremo alcune indicazioni per degustare il vino e per evitare l’espressione da finto conoscitore.

Ogni giorno bevi qualcosa (ad esempio il caffè) e lo assapori, ma per il vino è leggermente diverso. Nel mondo del vino bere e degustare non sono sinonimi (tranne se non ti scoli un bicchiere senza pensarci).

Il vino devi berlo molto lentamente perché solo in questo modo riuscirai a cogliere le sue mille sfumature di sapori e odori.

Quindi prima regola del Wine Club sii lento e fai attenzione.

Passiamo alle fasi del “processo di degustazione”, sono 3 e solo alla fine si beve 😉

 

Basta avere naso, papille e cervello! Anche tu sei un sommelier

Fase 1 : l’ esame visivo

Inizia inclinando il bicchiere con poco vino allontanandolo e guardandone il colore su uno sfondo bianco e con illuminazione bianca o naturale. Nota se è chiaro o scuro, di che colore è e se il colore si schiarisce dal centro verso l’esterno, dove tocca il bicchiere. Nota anche se il vino è torbido, cristallino o brillante. Dopo un po’ comincerai a notare delle costanti: un colore più vivace nei vini giovani, o più granato e scarico nei vini invecchiati.

Ora arriva la tanto amata rotazione, ma falla solo se hai tempo. Ruota leggermente il vino nel bicchiere (non shakerarlo)Potrai osservare la formazione dei famosi archetti. Un tempo si credeva che questo fosse il sinonimo di ottimo vino. Ma è una questione di fisica, anche un po’ complessa che non ti serve sapere.

 

 

 

Fase 1: l’esame visivo

Fase 2: l’esame olfattivo

Ok, ora tieni il calice sul tavolo e fallo ruotare tre/quattro volte: il vino deve prendere aria. Se il tuo naso non è enorme infilacelo dentro e annusa. Cosa senti? Lascia spazio alla tua immaginazione, nessuno può contraddirti. Puoi benissimo dire che per te il vino sa di pesca, come potrebbe qualcuno dirti che non è così?L’aroma è floreale, fruttato, legnoso, fresco,speziato, intenso, leggero? Potresti anche sentire aromi non proprio piacevoli (gli esperti li sentono eccome)benzina, concime, pipì di gatto,  sella di cavallo sudato, asparagi…potrai sentire di tutto.

Fase 2: l’esame olfattivo

Fase 3: l’assaggio

Finalmente ci siamo: prendine un piccolo sorso, tienilo in bocca ora corruga le labbra e fai entrare un po’ di aria attraverso i denti sulla lingua sopra il vino. Muovi il vino in bocca come se lo masticassi (attenzione a non fartelo andare di traverso). Puoi deglutire. Le papille entrano in azione, ma il cervello ha bisogno di qualche secondo per capire tutto. La dolcezza del vino è la prima che viene recepita perché le numerose papille sulla punta della lingua, dove il vino arriva prima, catturano la sensazione di dolcezza, poi seguono l’acidità e il gusto amaro
arrivano dopo. (Ricordati di non usare mai con un “degustatore professionista” la parola profumo perché implica solo sensazioni gradevoli o odore che invece ha valenza negativa. Usa palato.)

Ma quindi ora dove la senti la pesca, la fragolina, il cioccolato? Questi “aromi” li senti non grazie alle papille, ma inalandoli all’interno di un passaggio nasale sul fondo della bocca chiamato via retronasale.

 

Fase 3: finalmente si beve!

Sei giunto ora alla conclusione: ti piace o no questo vino che hai assaggiato? Se non ne sei ancora sicuro versati un altro bicchiere.